Rettifica senza centri di una corda in budello

 

Prima dell'introduzione della rettifica senza centri nel '900 l'unica tecnica adottata per rendere lisce le corde eliminando il più possibile le irregolarità che causavano la falsità della vibrazione era la levigatura.

La levigatura veniva attuata afferrando insieme varie corde tese sul telaio e facendovi scorrere un telo intriso d'olio e polvere di pomice o di asperella, al fine di evitare il più possibile l'ovalizzazione delle corde stesse, come sarebbe sicuramente avvenuto levigando una singola corda per volta.

Il risultato era tuttavia, come è evidente, piuttosto approssimativo, e la percentuale di corde false era altissima (dal 30 al 50%!).

Nel corso del '900, come si è detto, è stato finalmente possibile eliminare tali problemi grazie all'utilizzo della rettifica senza centri, che permette di ottenere una corda perfettamente cilindrica e calibrata a piacere, con l'unico, ma non indifferente difetto, che ciò può comportare l'asportazione di una notevole quantità di materiale, tagliando le fibre e rendendo le corde più deboli e inclini allo sfilacciamento.

Cordedrago ha finora rifinito le corde con semplice levigatura, dato che la torcitura ottenuta grazie a macchine sofisticate non richiede teoricamente rettifica; tuttavia ci si è resi conto che i musicisti attuali necessitano di corde non solo perfettamente lisce e regolari, ma anche calibrate al centesimo per ottenere la tensione desiderata, e si rende pertanto indispensabile l'impiego della rettifica senza centri.

Per ottenere i calibri richiesti danneggiando il meno possibile le fibre del budello si cerca comunque di utilizzare corde grezze del diametro più vicino possibile a quello desiderato, limitando al massimo la quantità di materia asportata.

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