Si tratta di corde realizzate con budello di agnello o capretto "spaccato", ossia non intero, ma tagliato in due strisce tramite un attrezzo detto "cornetto". Tale pratica era severamente proibita ai cordai appartenenti alla corporazione romana, pena gravi sanzioni e fustigazione, ma proprio questo divieto che compare negli Statuti ci consente di dimostrare che anche a Roma si spaccavano i budelli.

I vantaggi del taglio sono sostanzialmente due: si possono infatti usare anche budelli di animali adulti per fare corde sottili e si ottiene inoltre una corda più resistente di una analoga realizzata con budelli interi, perché le strisce separate risultano tutte alla stessa tensione sullo strumento.

Se infatti si taglia a metà un budello e si confrontano le due strisce ottenute, si noterà che una è molto più lunga dell'altra, perché il budello non è un cilindro dritto, ma un tubo curvo, per adattarsi al ventre dell'animale, e quindi ha una parte esterna più lunga di quella interna: usandolo intero, solo la parte più corta entrerà in forte tensione, mentre utilizzando strisce tagliate tutte quante saranno sollecitate alla stessa trazione.

Ma allora perché i cordai romani proibivano il taglio? Come ho potuto sperimentare personalmente, la qualità del suono di una corda realizzata con budelli interi (i nostri Cantini di Napoli) è notevolmente migliore, e poi l'impiego di budellini di agnello finissimi  garantisce la qualità della materia prima, dato che il budello di animale adulto è spesso molto più grezzo, rugoso e pieno di irregolarità.

Detto questo per le nostre Minikins vengono impiegati solo budelli di agnelli e non di montoni adulti, e si ottiene una corda più resistente, ma la qualità è comunque inferiore a quella dei Cantini di Napoli e si riscontra la tendenza allo sfilacciamento, ma il suono risulta comunque sicuramente superiore a quello delle Ritorte di Salle.

Quanto al nome "Minikins", è quello usato da Thomas Mace, mentre Dowland le definisce "from Monnekin", ossia "da Monaco di Baviera", che in Italiano diventano "corde da Monaco" nella prefazione al libro di musica di Vincenzo Capirola, in cui si celebra la qualità di tali corde, superiori all'epoca rispetto a quelle italiane per regolarità e resistenza.

Dato che la pratica di spaccare i budelli sembra aver avuto origine in Germania, è probabile che le Minikins fossero realizzate con strisce; del resto anche le corde prodotte a Markneukirchen, fin dal lontano 1677, erano realizzate con budello tagliato tramite cornetto.

Il sito utilizza cookie per l'analisi degli accessi al sito (Google Analytics). Acconsenti all'uso dei cookies?
Vedi la Cookie Policy No