Cordedrago produce corde in budello naturale di agnello in maniera rigorosamente artigianale, secondo metodi e materie prime tradizionali, grazie ad un'analisi approfondita dei documenti antichi e ad una sperimentazione diretta continua.

Le corde realizzate con rigore storico non solo soddisfano un'esigenza filologica, ma suonano decisamente meglio perché sono più morbide ed elastiche, consentendo all'esecutore di ottenere dal proprio strumento una maggiore espressività ed una grande ricchezza di armonici.

CORDEDRAGO: non vile mestiere, ma nobile arte, quella del cordaio...

 

Per i fisici più arditi, infatti, le corde sono alla base della struttura stessa dell'universo, perché dalla vibrazione delle stringhe, ossia  in sostanza dalla musica - come già sosteneva Pitagora - trae armonia il cosmo intero.

Chordes autem dictas a corde: le CORDE sono dette così dal cuore, come sosteneva Isidoro da Siviglia, perché come il cuore pulsa nel petto, così le corde risuonano colpite dal musico sulla cetra, catturando magicamente l'anima.

Il DRAGO poi è un animale alchemico, come alchemico è il rosso cinabro - simile a sangue di drago - con cui si appesantivano le corde per liuto barocche, come lo zolfo che serve per sbiancare le corde e renderle elastiche e sonore, come il sale usato per conservare i budelli, o l’allume impiegato per conciare e rendere più resistenti i cantini.

E magia alchemica e stregonesca è ancor più mescolare ingredienti immondi e vili, come viscere di ovino e feccia di vino, grazie ai quali teneri agnelli, vittime innocenti, miracolosamente rinati, emettono un canto spirituale e dolcissimo.

Davide Longhi

 

 

Il Set Forquerais intende riproporre la montatura raffigurata in un presunto ritratto di Forquerais, in cui la viola appare incordata con due corde filate piene in argento (La e Re) e due corde Demi-filée (Sol e Do). In una sua lettera il Forquerais in realtà suggerisce l'uso del solo Do demi-filée, ma dato che anche Stradivari suggerisce l'uso di un Sol Demi-filée per la viola da gamba da lui realizzata, si è ritenuto di proporre un set costituito da due filate piene e due demi-filée.

La caratteristica delle demi-filée è principalmente quella di avere una grande suonabilità, che le rende molto adatte al Do del Basso barocco, soprattutto per repertori che richiedono all'esecutore di suonare in maniera virtuosistica nella parte bassa della tastiera. Ovviamente la demi-filée ha come caratteristica anche quella di mantenere il timbro molto simile a quello del budello nudo, senza rinunciare ad avere una corda dotata di grande agilità.