I Cantini di Napoli sono corde di straordinaria resa acustica per gli acuti, caratterizzata da un suono ricco ed espressivo.
IL SEGRETO DI TALE SONORITA' DERIVA, TRA LE ALTRE COSE, DALL'UTILIZZO DI BUDELLI INTERI, OSSIA NON TAGLIATI A STRISCE.
SONO STATO IL PRIMO CORDAIO MODERNO A RIPROPORRE QUESTA ANTICA PRATICA, GIA' ALL'INIZIO DELLA MIA ATTIVITA' NEL 2013, GRAZIE ALL'UTILIZZO DI MATERIA PRIMA SELEZIONATA PER FINEZZA, PER LA QUALE E' STATO DIFFICILE TROVARE UN FORNITORE ADEGUATO.
A ROMA, IN PARTICOLARE, MA ANCHE A NAPOLI, GRAZIE ALL'USO DI MACELLARE GLI OVINI GIOVANISSIMI, SI DISPONEVA DI BUDELLI MOLTO FINI E REGOLARI, DEFINITI ADDIRITTURA "FILI", MENTRE NEL RESTO DELL'EUROPA, DOVE SI USAVANO BUDELLI MOLTO PIU' GROSSI E IRREGOLARI, ERA INDISPENSABILE IL TAGLIO O SPACCO PER OTTENERE STRISCE PIU' SOTTILI. E' EVIDENTE CHE LA QUALITA' DELLE CORDE ITALIANE ERA SUPERIORE.
E' stato inoltre grazie a importanti innovazioni, attuate nel corso del 2017, che sono riuscito a perfezionare la fase di essiccazione delle corde tramite un attrezzo progettato ad hoc, in modo tale da ottenere il perfetto incollaggio dei singoli budelli ed una maggiore resistenza.
Nonostante il rigore nella selezione della materia prima e nella realizzazione della corda, non si può tuttavia garantire con certezza l'effettiva durata dei Cantini di Napoli, come del resto testimoniano moltissimi esempi iconografici in cui il violino presenta il cantino rotto (un metaforico memento mori), pertanto si consiglia l'acquisto di queste corde principalmente per registrazioni o per studio, data l'alta qualità acustica, ma si declina ogni responsabilità sull'eventuale rottura nel corso di concerti.
Ovviamente quanto detto non riguarda l'utilizzo dei Cantini di Napoli come seconde o terze corde, dato che la tensione in tale caso è nettamente inferiore e non ci sono dunque problemi di resistenza alla trazione.
Per chi volesse un cantino affidabile per durata e resistenza, oltre che di minor costo, si consiglia di utilizzare le Ritorte di Salle.
Nel caso invece che si intenda comunque utilizzare i Cantini di Napoli, si suggerisce di allentarli di un tono nei periodi in cui non si utilizza lo strumento, ed eventualmente di montarli interi sul violino, ossia non tagliati a metà, formando una matassina con la parte eccedente che esce dal pirolo, in modo da poter tirare una tratta di corda in caso di rottura, come si osserva in vari esempi iconografici (per mia esperienza la corda non si danneggia, nonostante il passaggio nel pirolo).
I Cantini di Napoli sono, come già detto, corde destinate alla nota più acuta di vari strumenti a pizzico e ad arco, in particolare a violino, viola, viola da gamba, liuto, arciliuto, chitarrone o tiorba e chitarra barocca, oltre che a strumenti medioevali ed etnici.